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La Carta BG-BS delle aree protette periurbane

La carta

Preambolo

Capitolo 1: Visione e principi ispiratori

Capitolo 2: Contesto territoriale di applicazione: il periurbano

Capitolo 3: Prospettiva operativa e di “cantiere”

Capitolo 4: Strumenti di governance

La Carta BG-BS delle aree protette periurbane

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Preambolo

La Carta Bergamo-Brescia delle aree protette periurbane - inserita nel dossier di programmazione di BG-BS Capitale italiana della cultura 2023 - è una dichiarazione che intende valorizzare gli aspetti naturalistici, paesaggistici e storico-geografici delle periferie delle due città, in una prospettiva partecipata e reticolare. Il documento, scritto e firmato dai Sindaci e/o dai rappresentanti degli Enti gestori le areeprotette (Parchi e PLIS), è l’esito di un processo promosso, nel 2022, dal Parco Regionale dei Colli di Bergamo e dal Parco locale di interesse sovracomunale (PLIS) delle Colline di Brescia - con il coinvolgimento dei PLIS dell’area pedemontana lombarda, della popolazione e delle istituzioni locali - al fine di sottolineare il ruolo che i Parchi di cintura periurbana, svolgono nel determinare un nuovo equilibrio tra natura e qualità della vita. La Carta prospetta un programma operativo emerso direttamente dalla specificità dei luoghi, dal “sapere” degli abitanti e dall’esperienza dei tecnici della conservazione e di coloro che agiscono per rendere le periferie urbane laboratori di sperimentazione di un nuovo abitare la natura. Infatti, le aree periurbane sono territori che oggi rappresentano i margini di molte città, ma nei secoli sono state sedi di manufatti (cascinali fortificati, ville sub-urbane, castelli, chiese e cappelle) ricchi di storia e valori anche ambientali che necessitano di attenzione e rivalutazione. La Carta ambisce a rappresentare un modello esportabile in altre realtà territoriali e affida un ruolo centrale, per il loro carattere sovracomunale e interdisciplinare, alle aree protette nella riqualificazione del periurbano. La Carta è articolata in sezioni: 1) Visione; 2) Contesto territoriale; 3) Prospettiva operativa; 4) Strumenti di governance. Inoltre, è corredata da un allegato tecnico.

Capitolo 1: Visione e principi ispiratori

1.1 La Carta intende innovare l’idea di tutela ambientale, facendo riferimento non tanto ad una generica salvezza del pianeta, ma alle posizioni scientifiche riguardanti l’abitabilità della Terra che persegue una alleanza con la natura al fine di abitarla in modo sostenibile ed equilibrato. 1.2 La Carta recupera i valori simbolici della natura. Per secoli la natura non ha rappresentato solo la fonte di risorse materiali, ma ha suggerito i valori fondativi di molte società dai quali è nata la protezione ambientale. Tali valori richiamano la dimensione etica dell’agire umano sulla Terra che si traduce nel rispetto dei ritmi naturali e nella preservazione della biosfera. 1.3 Per giungere a una nuova alleanza con la natura la Carta individua tre capisaldi: i) il principio di reciprocità tra natura e società, per passare dallo stato di utilizzatori a quello di ospiti sul Pianeta; ii) il principio di cura rivolto ad agire con consapevolezza in qualunque condizione di utilizzo delle risorse, all’interno del quale la manutenzione e il ripristino costituiscano azioni imprescindibili di abitabilità; iii) il principio di temporalità degli interventi, tenendo conto del lungo termine imposto dai cicli reattivi della natura. Tali principi ispiratori, e le prospettive operative che ne discendono, sono in linea con l’intero panorama delle politiche comunitarie, nazionali e regionali rivolte alla sostenibilità ambientale.

Capitolo 2: Contesto territoriale di applicazione: il periurbano

2.1 La Carta si rivolge alle aree protette e a quelle cariche di naturalità dei margini urbani, ossia delle aree in cui l’agglomerazione si dirada, nella convinzione che le periferie non debbano essere considerate territori da correggere, sul modello del centro-città, ma laboratori da interpretare per costruire spazi generativi di nuove relazioni rivolti alla coesione sociale sui temi del rapporto uomo-natura. Tenendo conto di alcune caratteristiche del periurbano (popolazione giovane, multietnica, mentalità aperta) essa assume la dinamicità sociale e l’esigenza di vivere spazi dove praticare attività agricole o ricreative, prevedendo azioni che le favoriscano. 2.2 La Carta si rivolge al margine urbano per valorizzare: a) le aree agricole che hanno perso la loro originaria qualità produttiva e ambientale; b) le forme di naturalità che si creano spontaneamente nelle aree in disuso o dismesse; c) il ruolo degli enti di protezione ambientale periurbani (parchi, plis, riserve, ecc); d) le dinamicità naturali e sociali presenti in tali contesti urbani. La prospettiva è l’esito della consapevolezza che, se le città sono luoghi dell’innovazione, i margini urbani sono dotati di elevata dinamicità sociale ed ambientale in grado di attivare il passaggio dal modello statico urbano (centro-periferia) al modello dinamico dell’urbanità (reticolarità dei luoghi). 2.3 La Carta assume gli spazi colonizzati dalla natura - area semi-naturale, selvatico urbano, terzo paesaggio, paesaggio minimo - quali testimonianze del dinamismo insito nel rapporto uomo-natura. Tali spazi dovranno essere: a) censiti in base alle tipologie, agli statuti, alle destinazioni d’uso; b) destinati ad assolvere ai bisogni degli abitanti sia in termini produttivi che culturali con particolare attenzione agli aspetti sociali legati ai rapporti intergenerazionali; c) ispiratori di premi, mostre temporanee, forme di arte alternativa, di rappresentazioni teatrali, di festival sulla biodiversità e sulla bio-agricoltura recuperata; d) messi in connessione tra loro con azioni di didattica itinerante rivolte alle scuole su programmi alternativi attivati dagli studenti. 2.4 La Carta BG-BS favorisce l’integrazione tra la comunità e il mondo animale e l’istallarsi di forme di convivenza e di luoghi educativi e istruttivi che soddisfino l’esigenza di conoscere e avvicinarsi a tale mondo per praticare la cura in un rapporto di rispetto e forme di reciprocità che esulano il possesso degli animali.. 2.5 La Carta considera la presenza di Aree protette un fattore favorente una nuova alleanza tra società e natura. Tiene conto dell’esperienza acquisita dai Parchi nel vigilare sulla qualità ambientale, sulla conservazione della biodiversità, nel sostenere attività agricole compatibili, nel salvaguardare i valori e le trame paesaggistiche, quelle geo-storiche, quelle identitarie e le prospetta nel ruolo di coordinatori e facilitatori per: a) azioni educative e comunicative sull’alleanza con la natura che favoriscano la creazione spontanea di spazi di aggregazione tra gli abitanti; b) l’individuazione di azioni di ripristino territoriale volte a risolvere il dissesto idro-geologico interloquendo con le istituzioni preposte a tale incarico e con gli altri Enti amministrativi coinvolti; c) rafforzare il ruolo dei “portatori di interessi” presso le Amministrazioni municipali nella stesura dei Piani di Governo de territorio (PGT) e negli altri strumenti di pianificazione territoriale. Assegna ai PLIS, oltre alla vigilanza sull’occupazione del suolo, il compito di: a) accogliere suggerimenti e progetti dai cittadini sulla rigenerazione urbana e sulla restituzionedel suolo consumato favorendo azioni ed attività comunitarie per la frequentazione degli spazi semi-naturali; b) favorire progetti di sviluppo agricolo volti a recuperare i saperi e le pratiche colturali in via di estinzione, fornendo indicazioni e suggerimenti per il loro finanziamento e messa in opera; c) regolare il semi-naturale valorizzandolo e facendolo diventare laboratorio a cielo aperto di esperienze educative sull’ecumene e sulle interconnessioni reticolari esistenti tra natura e società. Tali azioni saranno accordate con gli altri Enti amministrativi coinvolti o di contesto in stretta collaborazione con i Parchi presenti, o di prossima costituzione, nel periurbano. Le azioni educative e di avvicinamento ai valori della natura saranno perseguite anche grazie ad attività formative intergenerazionali, erogate dai Parchi o dai PLIS con la collaborazione dell’Ufficio scolastico, delle Università, dei Comitati di quartiere ed altre Associazioni civili e di settore. Alcune aree assumeranno la funzione di spazio d’incontro nell’interesse del contatto con la natura incidendo così, marginalmente, anche sulla carenza degli spazi pubblici del periurbano.

Capitolo 3: Prospettiva operativa e di “cantiere”

La Carta operativamente intende far leva su: i) la reticolarità dei territori, ovvero il loro essere connessi, non sulla base della prossimità ma sulla costruzione volontaristica di intenti comuni; ii) il paesaggio quale “cartina di tornasole” dell’agire equilibrato, nel rispetto della natura e delle sue dinamiche di resilienza; iii) la coesione sociale per la condivisione di valori, principi ed obiettivi della protezione ambientale all’interno del progetto dell’abitabilità della terra. 3.1 Le aree periurbane bergamasche e bresciane sono caratterizzate da una permeabilità dei confini centro-periferia e, al loro interno, da aree incolte e aree protette; queste ultime presentano varietà statutarie (Parchi/PLIS), e sono sottoposte a regole di differente provenienza (statale, regionale, provinciale e comunale); sono destinatarie o meno di strumenti di supporto regionali e/o europei; appartengono a due contesti provinciali limitrofi. Tale quadro articolato e complesso, se costituisce potenzialmente un rischio (di frammentazione delle politiche e di dispersione delle risorse), permette altresì di far leva sulla reticolarità, facendola diventare un’opportunità amministrativa, se attentamente governata. 3.2 In linea con quanto enunciato dalia Convenzione europea del Paesaggio del 2000, il paesaggio è assunto quale banco di prova della relazione simbiotica tra uomo e natura e “cartina di tornasole” dell’equilibrio nell’agire territoriale. Tale relazione simbiotica si evidenzia: o assumendo nella co-progettazione la soggettività dell’abitante, visto che il paesaggio non è un dato ma un concetto elaborato sulla base delle conoscenze, dei saperi e del vissuto emotivo ed affettivo di chi lo costruisce e lo vive; o adottando l’esperienza di terreno per fare in modo che la visione e il contatto diretto del paesaggio facciano comprendere i suoi valori culturali e naturali dando corpo alla dimensione etica del rapporto uomo-natura. 3.3 La “messa a terra” della visione della Carta, riguarda l’assegnazione alle aree periurbane cariche di naturalità (aree agricole, seminaturali, selvatico urbano, terzo paesaggio, paesaggio minimo) del ruolo di spazi comuni in cui perseguire una coesione sociale con la condivisione di valori, principi ed obiettivi del nuovo patto con la natura mediante l’individuazione degli attori implicati e della loro diversità. 3.4 Operativamente la Carta intende agire anche direttamente sugli strumenti di pianificazione territoriale alle diverse scale di riferimento partendo dai PGT dei singoli Comuni chiedendo di rispettare i principi da essa enunciati nelle scelte operative. Tali scelte entreranno a far parte, simultaneamente, nei Piani Territoriali dei Parchi e nei piani dei PLIS garantendo la salvaguardia e il recupero ambientale.

Capitolo 4: Strumenti di governance

L’obiettivo della Carta è l’avvio di un processo dinamico, aperto di interpretazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio agricolo, naturale e culturale da parte delle comunità locali in modo trasparente. Per raggiungere tale obiettivo e trasformare la Carta da documento enunciativo a strumento d governance della co-progettazione reticolare, si prevede una struttura associativa che lavori al fianco dei Parchi e dei PLIS. 4.1 La struttura associativa di avvio proporrà e condividerà con i Parchi e i PLIS: a) il coordinamento per l’avvio delle attività; b) l’individuazione di enti di finanziamento; c) la procura di pareri legali e consulenze tecniche; d) la fornitura di assistenza operativa ai Parchi e ai PLIS per il monitoraggio del periurbano; e) l’attivazione delle condizioni per il riconoscimento della Carta nelle Province di BG e BS; f) la predisposizione e l’ottenimento dalle Province coinvolte di forme di collaborazione per svolgere le azioni previste dalla Carta; g) la programmazione delle operazioni a scala interprovinciali. Tale associazione potrà costituire una struttura a termine o intermedia in grado di condurre alla costituzione di un’Agenzia culturale per la conservazione e l’innovazione delle periferie nel segno di un’alleanza con la natura quale osservatorio per monitorare le iniziative intraprese ed esercitare un controllo di coerenza con i principi della Carta.
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